lunedì 29 luglio 2013

(Fast &) Fish Market

Sarà che ci siamo stancati di essere 2 mozzarelloni bianchi (il lavoro non nobilita l’uomo, ma lo sbianca sicuro), ma ieri, dopo aver visto Wolverine l’immortale alle 5 di pomeriggio come i bimbi, doveroso per sfuggire al caldo di Roma, io e Paul ci siamo avventurati in motorino verso Fregene. 
A portarci fin là il ricordo di un ristorante ”La Locanda dei Pescatori" (Tripadvisor docet) dove eravamo capitati per caso l’anno scorso e la cui location c’era rimasta piacevolmente impressa. Arrivati davanti a quello che ricordavamo essere il locale troviamo un altro allestimento e passiamo oltre increduli che un solo anno o le onde del mare abbiamo spazzato via un così bel ristorante. Altro giro, altra corsa. Nulla di fatto, ritorniamo al punto di prima e rassegnati e con lo stomaco brontolante decidiamo di provare l’alter ego dei nostri ricordi. 

Il locale si chiama Fish Market. All’ingresso, una ragazza ci ferma e ci dice che fuori è tutto al completo, ma che dentro c’è l’aria condizionata (colpito e affondato! Ci sa fare la ragazza, ha capito il mio punto debole). Accettiamo ed entrati ci accoglie un allestimento “particolare”; tavoli recuperati da qualche scuola, sedie tutte diverse tra loro, persino i bicchieri erano spaiati (a me sembrava che dovessi bere solo vodka, mentre Paul acqua). 






Ma la vista non è assolutamente sgradevole, a noi piacciono i locali fuori dal comune..di Roma (ok, battuta idiota!). La stessa ragazza dell’ingresso ci chiede se fossimo mai venuti a mangiare lì e al nostro no inizia con la sua filastrocca. Si, il locale non è un classico ristorante, seduti-ordinati-mangiati-pagati-alzati, ma è stato concepito diversamente.

Ecco le regole del gioco: sul tavolo c’è un foglio di carta (il menù) e una matita, si sceglie quello che si vuole mangiare, si indicano le quantità e si va alla cassa a pagare (in anticipo). Accanto c’è un bancone con solo il pescato del giorno e si sceglie il pesce, rigorosamente da cuocersi alla griglia. Il compito dei clienti è terminato. Ora la palla passa a cuochi e camerieri che portano le cose che hai ordinato, in assoluto ordine sparso. A detta della stessa ragazza, è “come un fast food”!

Ok, proviamo! 

Ordiniamo: bruschette alle vongole, 2 sauté di cozze, un cartoccio di calamari fritti, un fragolino alla griglia e una patata al forno.













Cibo buono, ma mentre mangi il sautè ti arriva il fragolino o il cartoccio di calamari e per non far freddare tutto sei portato ad ingozzarti (forse a questo si riferiva la ragazza quando parlava di fast food). Sembrava che mancassero solo i cronometri del Tandem di Napoli 
Dopo mezz’ora avevamo finito tutto! A quel punto,  pensiamo che un paio di caffè sarebbero perfetti....doh!, non li avevamo ordinati e di rifare la fila non ci andava.

Nel complesso non male, il pesce è fresco, la clientela giovane e l’arredamento particolare. Lo consigliamo, ma forse non è l’ideale se si ha voglia di passare una serata con un po’ più di calma.

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